Se a giugno sembrava di aver toccato il fondo, luglio 2025 ha rilanciato con disservizi aerei ancora più clamorosi. I passeggeri hanno vissuto autentiche odissee: dal volo Ryanair rimasto a terra per ore a causa di un falso guasto alla spia del carburante, ai malcapitati costretti a passare la notte in aeroporto (o addirittura a comprare un nuovo biglietto di tasca propria) pur di raggiungere la destinazione. Non sono mancati gli estremi: una tratta Wizz Air ha accumulato ben 17 ore e 31 minuti di ritardo, facendo perdere un’intera giornata di vacanza a bordo campo ai viaggiatori. Insomma, l’estate nera del trasporto aereo è proseguita senza sosta anche a luglio, tra voli cancellati all’ultimo momento, guasti tecnici ricorrenti e comunicazioni frammentarie ai passeggeri.
Panoramica del Disastro – Luglio 2025
- Totale disservizi gravi documentati: 12 casi
- Voli con ritardo ≥ 6 ore: 11 (oltre il 90% dei casi)
- Durata media dei ritardi gravi: ~9 ore e 43 minuti
- Caso più estremo: Wizz Air Valencia–Roma, 17h 31min di ritardo
- Compagnie coinvolte: Wizz Air (5 casi), Ryanair (4 casi + 1 per sciopero), EasyJet (2), Tunisair (1)
La distribuzione delle disavventure a luglio vede Wizz Air in testa alla classifica negativa: su 12 episodi gravi ben 5 riguardano voli del vettore low cost ungherese (inclusa la divisione Wizz Air Malta), con ritardi estremi fino a 17 ore. Ryanair segue con 4 casi significativi (più un quinto episodio causato però da sciopero, quindi fuori dal controllo della compagnia), mentre EasyJet registra 2 gravi ritardi e Tunisair chiude con 1 caso vicino alle 9 ore. In altre parole, anche a luglio i disagi hanno colpito trasversalmente diverse compagnie, dalle low cost alle di linea, ma con un comune denominatore: nella quasi totalità dei casi le cause sono interne alle compagnie stesse (problemi tecnici o organizzativi) più che fattori esterni.
Le Storie Più Emblematiche del Mese
Passeggeri alle prese con ritardi e cancellazioni: notti in aeroporto e confronti con il personale di terra sono diventati scene comuni nell’estate 2025.

“Cancellato… anzi no!” – Il volo fantasma da Orio al Serio
Volo Ryanair FR2649 (01/07/2025) – Milano Orio al Serio ➔ Malaga – Ritardo: ~7 ore e 30 minuti
Una vicenda quasi comica, se non fosse costata un’intera giornata di vacanza a tanti passeggeri. Il volo parte male fin dal mattino: imbarco previsto alle 09:00 ma aereo fermo in pista per un’ora senza spiegazioni. Dopo 3 ore chiusi a bordo, finalmente tutti a terra: “viene comunicato un guasto alla spia del carburante”, racconta un passeggero. La partenza sembra destinata ad essere annullata. Molti si rassegnano e si allontanano per una pausa, ma all’improvviso ecco il colpo di scena: “mi accorgo che i passeggeri del mio volo corrono verso i controlli… il volo ha una nuova partenza. Mai ricevuto nessuna informazione in merito, neanche via mail”. Incredibilmente il volo riparte alle 16:36, quasi 8 ore dopo l’orario originale, ma diversi viaggiatori rischiano di perderlo perché la compagnia non li ha avvisati del ripristino! Un’odissea surreale, tra comunicazioni in ritardo e informazioni contraddittorie, che si conclude con l’arrivo a Malaga in tarda serata. Il tutto originato da un semplice sensore difettoso e da una catena di decisioni confuse.
Odissea notturna a Brindisi: 12 ore di ritardo
Volo EasyJet U2 23520 (14/07/2025) – Brindisi ➔ Milano Malpensa – Ritardo: 12 ore e 15 minuti
Per 150 passeggeri diretti a Milano, quella del 14 luglio è stata una notte in bianco indimenticabile. L’imbarco previsto alle 23:15 all’aeroporto di Brindisi salta all’ultimo momento: un problema tecnico blocca l’aereo prima del decollo. La partenza viene rinviata all’alba. I passeggeri, stanchi e increduli, vengono sistemati in hotel alle 2 di notte, ma poche ore di sonno non bastano a cancellare l’amarezza: “un generico problema tecnico ha bloccato le operazioni di partenza”, costringendoci a trascorrere la notte in attesa. Solo a mezzogiorno del giorno successivo, con oltre 12 ore di ritardo, il volo decolla verso Milano. Nessuna spiegazione dettagliata sul guasto viene fornita ai viaggiatori – EasyJet parla solo di “problema tecnico” – e in aeroporto si vive un mix di rabbia e frustrazione. La vicenda finisce anche sui media locali come emblematico caso di “odissea dei passeggeri”, sottolineando la carenza di assistenza durante la lunga attesa notturna e il diritto dei passeggeri alla compensazione UE per il ritardo subìto.
17 ore e 300 euro dopo: il viaggio impossibile con Wizz Air
Volo Wizz Air Malta W4 6046 (13/07/2025) – Valencia ➔ Roma Fiumicino – Ritardo: 17 ore e 31 minuti
È la storia record del mese, in termini di attesa e disagi. I passeggeri avrebbero dovuto decollare alle 23:30, per arrivare a Roma in piena notte. Invece, pochi minuti prima della partenza, Wizz Air cancella il volo: aereo indisponibile e nulla da fare fino al giorno successivo. Vengono tutti riprotetti sul volo del pomeriggio seguente (15:30), accumulando così oltre 17 ore di ritardo. Molti, scoraggiati, non si fidano più: “io e il mio amico abbiamo dovuto comprare [un volo] del giorno dopo alla modica cifra di 300 euro”, racconta un viaggiatore, avendo altri collegamenti già prenotati che sarebbero saltati. Wizz Air si limita ad avvisare via email la nuova partenza, senza fornire motivazioni dettagliate. Così, la notte a Valencia diventa un incubo organizzativo: c’è chi cerca hotel, chi tenta soluzioni alternative di tasca propria. Alla fine tutti giungono a Roma, chi con il volo riprogrammato nel tardo pomeriggio, chi con mezzi propri, esausti e indignati. Ancora una volta, nessuna spiegazione ufficiale credibile: in mancanza di cause esterne (meteo regolare, nessuno sciopero), il sospetto è che l’aeromobile destinato a Valencia abbia avuto un guasto serio o l’equipaggio abbia sforato i tempi di servizio. Di certo c’è solo la lezione per i passeggeri: mai dare per scontato di arrivare in orario, neppure il giorno dopo.

Ryanair: ritardi a catena e comunicazioni al minimo
Con 4 disservizi gravi su 12, Ryanair si conferma anche a luglio tra le compagnie più colpite dai ritardi (senza contare un quinto volo rimasto bloccato da uno sciopero nazionale). Tutti i casi presentano uno schema simile: nessuna causa “eccezionale” dichiarata pubblicamente e disagi gestiti come semplici “ritardi operativi” senza ulteriori spiegazioni. Le evidenze, tuttavia, puntano chiaramente a problemi tecnici o organizzativi interni come origine dei ritardi. In altre parole, aerei con guasti meccanici, manutenzioni tardive o rotazioni di velivoli ed equipaggi gestite male – il tutto in capo a Ryanair. Secondo gli esperti del settore reclami, quando un volo Ryanair accumula ore di ritardo senza motivi divulgati, quasi sempre la causa reale è un guasto o una complicazione operativa della compagnia.
Anche a luglio i passeggeri Ryanair coinvolti hanno denunciato scarsa trasparenza: informazioni frammentarie e spesso comunicate all’ultimo minuto. Oltre al caso già raccontato del volo FR2649 bloccato dalla famosa spia del carburante, ecco altri esempi di disagi Ryanair nel mese:
- FR8561 Malta–Roma FCO (03/07): 7h 35min di ritardo – Decollo posticipato dalla sera alla mattina seguente (partito alle 07:16 invece che la notte precedente). I passeggeri, rimasti senza dettagli sul motivo, hanno appreso di continuo nuovi orari di partenza.
- FR1533 Bergamo–Vienna (06/07): 8h 08min di ritardo – Programmato alle 18:30, è decollato solo alle 03:01 di notte. “Intorno alle 17:30 è stato comunicato un ritardo di 2 ore, dopodiché i ritardi sono aumentati ed il volo è partito alle 3 di notte”, riferisce un passeggero. Un classico caso di volo posticipato oltre mezzanotte per mancanza di aeromobile pronto o equipaggio disponibile.
- FR9865 Salerno–Torino (07/07): 5h 31min di ritardo – Una delle attese “minori” del mese, ma pur sempre oltre 5 ore. Anche in questo caso nessuna spiegazione ufficiale: ritardo attribuito ex post a qualche problema tecnico o di gestione interna, dato che non risultano eventi meteo o esterni particolari.
In sintesi, Ryanair a luglio 2025 ha mostrato una preoccupante ricorrenza di ritardi pesanti dovuti a cause proprie. Se a giugno avevamo visto malori di piloti o paradossi nei rimborsi, a luglio sono emersi più che altro guasti ai velivoli e carenze organizzative (aerei e staff insufficienti a coprire i problemi). Il tutto spesso avvolto da un silenzio comunicativo: ai passeggeri vengono fornite solo informazioni generiche e tardive sui ritardi, mai una vera causa dettagliata.
Wizz Air: la crisi dei motori Pratt & Whitney colpisce ancora
Luglio ha messo in ginocchio Wizz Air più di ogni altra compagnia. Cinque voli operati dal gruppo (Wizz Air Hungary e Wizz Air Malta) hanno subito ritardi tra le 9 e le 17 ore, spesso con riprogrammazione al giorno successivo. Il pattern è evidente: problemi tecnici cronici alla flotta come principale responsabile dei disservizi. Già dal 2023, infatti, Wizz Air affronta la crisi dei motori Pratt & Whitney montati sugli Airbus A320neo/A321neo: difetti di fabbricazione che hanno costretto a tenere a terra fino a 40 aerei per controlli e manutenzioni straordinarie. In piena estate 2025 ciò si traduce in carenza di aeromobili disponibili e ritardi a catena – soprattutto sulle rotte italiane, dove la domanda è alta.
Nel nostro elenco troviamo vari esempi lampanti. Oltre all’odissea Valencia–Roma da 17 ore già descritta, citiamo:
- W4 6034 Ibiza–Roma FCO (03/07): 14h 22min di ritardo – Partenza solo nel pomeriggio del giorno successivo a quello previsto. Probabile avaria significativa all’aeromobile, impossibile da risolvere in tempi brevi senza un velivolo sostitutivo. I passeggeri hanno ricevuto notifica di volo spostato al giorno dopo, senza ulteriori spiegazioni; molti hanno dovuto arrangiarsi con soluzioni alternative.
- W4 6036 Tenerife–Roma FCO (06/07): ~9h 23min di ritardo – Volo partito la sera anziché la mattina. Anche qui, nessuna causa esterna: Wizz Air ha parlato vagamente di “ragioni operative” nelle notifiche ai passeggeri. Con ogni probabilità l’aereo destinato alla tratta ha avuto un guasto o è arrivato in forte ritardo da un’altra rotazione, costringendo a rimandare tutto.
- W6 2063 Cracovia–Milano MXP (21/07): 11h 59min di ritardo – Praticamente mezza giornata persa per questo volo operato dalla divisione ungherese Wizz Air. Nessun maltempo o evento esterno quel giorno: anche qui si sospetta un guasto tecnico o una cattiva organizzazione (aeromobile guasto o equipaggio non disponibile). Il contesto generale lo conferma: nell’estate 2025 Wizz Air ha dovuto affrontare continui intoppi operativi dovuti ai motori difettosi, con decine di voli cancellati o in ritardo di molte ore.
In tutti i casi sopra, Wizz Air ha fornito ben poche informazioni concrete ai passeggeri. Ci si è limitati a inviare notifiche di ritardo incrementale sull’app o via email, magari offrendo buoni pasto durante l’attesa, senza mai entrare nel merito del guasto reale. Solo nel caso di Brindisi–Milano (operato da Wizz Air Malta, 7h di ritardo) è stata indicata una causa esterna – i temporali su Verona che hanno impedito l’arrivo dell’aereo – ma per il resto la compagnia ha taciuto le proprie difficoltà interne. Il denominatore comune rimane la fragilità operativa della flotta: troppi aerei fuori servizio per manutenzione e nessuna riserva pronta a coprire le emergenze. Un mix letale che ha reso Wizz Air la protagonista in negativo del mese di luglio.
EasyJet: guasti “misteriosi” e spiegazioni poco convincenti
EasyJet nel luglio 2025 ha vissuto due gravi disservizi, diversi per contesto ma simili nell’esito: lunghe attese dovute a problemi tecnici. Il caso di Brindisi–Malpensa (12 ore di ritardo) è già stato raccontato, con un generico guasto che ha bloccato l’aereo a fine giornata. L’altro episodio riguarda il volo Milano Linate–Edimburgo del 3 luglio, partito con 6 ore e 40 minuti di ritardo. In questo secondo caso EasyJet non ha fornito alcuna spiegazione dettagliata ai passeggeri, limitandosi alle scuse di rito per il ritardo. L’assenza di fattori esterni (meteo ok, niente scioperi) lascia pensare a un inconveniente tecnico o logistico interno anche lì – ipotesi avvalorata dal fatto che quando ritardi così estesi non vengono motivati, quasi sempre la causa è un problema sotto il controllo della compagnia.
C’è da segnalare che in almeno un’occasione EasyJet ha fornito una giustificazione poco convincente per un disservizio. Il 20 luglio un volo Olbia–Milano è stato cancellato all’ultimo momento ufficialmente per “vento forte” sullo scalo sardo, nonostante le condizioni meteo fossero apparentemente buone. Questo ha fatto ipotizzare ai passeggeri e agli addetti ai lavori che la reale motivazione fosse un problema tecnico, mascherato da causa di forza maggiore per evitare indennizzi. Episodi del genere minano la fiducia: al di là del caso specifico, mostrano come la comunicazione al pubblico possa essere opaca. EasyJet in generale soffre, nei periodi di picco estivo, di problemi operativi simili ad altre low cost – guasti tecnici, gestione equipaggi non ottimale – ma talvolta pecca anche di trasparenza, fornendo spiegazioni generiche che lasciano i passeggeri con più domande che risposte.
Tunisair: vecchia flotta e inefficienze, 9 ore da dimenticare
Nel nostro resoconto di luglio compare anche Tunisair, con un caso emblematico sulla rotta Roma–Tunisi. Il volo TU753 del 3 luglio ha accumulato 8 ore e 58 minuti di ritardo, trasformando una breve traversata del Mediterraneo in una maratona estenuante per i passeggeri. In apparenza nulla di eccezionale dall’esterno (né maltempo né scioperi quel giorno); all’origine ci sono quindi problemi operativi interni al vettore nordafricano. Tunisair è nota per una certa inefficienza organizzativa e per una flotta datata, fattori che frequentemente causano ritardi significativi. Questo caso lo conferma: con ogni probabilità un guasto tecnico a un vecchio aeromobile o una disorganizzazione nei turni del personale ha tenuto fermo il volo per quasi 9 ore.
I passeggeri coinvolti hanno ricevuto solo assistenza limitata e spiegazioni sommarie durante l’attesa. Nessun comunicato ufficiale dettagliato dalla compagnia, nessuna scusa particolare se non l’ammissione di “problemi operativi”. La vicenda è stata descritta dalla stampa tunisina e da associazioni di tutela come un’“odissea a Fiumicino”, sottolineando come in assenza di cause esterne la responsabilità ricada interamente sulla compagnia. Insomma, Tunisair si è allineata al triste trend del mese: disservizi causati da carenze proprie, con i passeggeri lasciati in balìa di attese infinite senza adeguate informazioni.

Quando la compagnia non deve pagare
Ci sono casi in cui, per quanto enorme sia il disagio, la compagnia aerea è esonerata dall’obbligo di compensazione pecuniaria. È il caso appunto delle circostanze eccezionali: eventi fuori dal controllo della compagnia. A luglio 2025 ne abbiamo avuti due esempi.
Il volo Ryanair FR2887 Catania–Bergamo del 3 luglio, partito con oltre 12 ore di ritardo, è stato causato da uno sciopero nazionale dei controllori di volo. In situazioni simili (scioperi, emergenze aeroportuali, maltempo estremo), il Regolamento UE non prevede la compensazione di €250/400/600. Allo stesso modo, il volo Wizz Air W4 6549 Catania–Verona dell’8 luglio – arrivato con 7 ore di ritardo – ha subìto pesanti temporali estivi su Verona che ne hanno ritardato la partenza. Anche il maltempo rientra tra le cause di forza maggiore: la compagnia ha dovuto assistere i passeggeri (fornendo notifiche continue e buoni pasto durante l’attesa), ma non è tenuta a corrispondere l’indennizzo in denaro.
Fuori da queste circostanze eccezionali, tutti gli altri disservizi di luglio – dai guasti tecnici ai problemi organizzativi – ricadono sotto la responsabilità della compagnia. Ciò significa che ai passeggeri spetta il risarcimento completo previsto per legge. In altre parole: piloti malati, sensori difettosi, ritardi per velivoli mancanti, overbooking, ecc., non sollevano la compagnia dall’obbligo di compensazione UE 261/2004.
Consigli pratici per chi viaggia ad agosto e settembre
L’esperienza del mese di luglio deve servire da lezione per i passeggeri che si preparano a volare nei prossimi mesi estivi. Ecco alcuni consigli pratici per affrontare eventuali disagi aerei ad agosto e settembre:
- Informati su scioperi e previsioni meteo: prima di partire, controlla se sono annunciati scioperi del personale aereo nella giornata (in Italia il Calendario Scioperi del MIT è pubblico) e tieni d’occhio il meteo sia di partenza che di arrivo. Eventuali allerte meteo o proteste sindacali possono impattare i voli – meglio saperlo in anticipo per organizzare un Piano B se necessario.
- Vola preparato: porta nel bagaglio a mano l’essenziale per resistere a lunghe attese (acqua, snack, un caricabatterie, articoli per la notte). Se il tuo volo serale dovesse slittare al mattino dopo, avrai almeno il minimo indispensabile con te. Scarica l’app della compagnia aerea e iscriviti alle notifiche: spesso tramite app si ricevono aggiornamenti (e voucher digitali) più tempestivamente che dagli altoparlanti in aeroporto.
- In caso di ritardo, attivati subito: se il volo ritarda di molte ore, informati presso il gate o i desk sull’assistenza a cui hai diritto (pasti, hotel se necessario). Non aspettare passivamente: chiedi informazioni, conservane prova (es. foto del monitor voli con la scritta “delayed” e relativa durata). Se il ritardo si protrae e temi di perdere coincidenze, valuta opzioni alternative – ma consultati con la compagnia prima di acquistare un nuovo volo autonomamente, per capire se rimborsabile.
- Documenta tutto: fai screenshot delle notifiche di ritardo o cancellazione ricevute sul telefono, conserva tutte le email del vettore, ritira e tieni gli eventuali voucher che ti vengono dati (anche se inutilizzabili). Prendi nota scritta di qualsiasi comunicazione verbale (ad es. l’annuncio “causa tecnica” dato al gate). Queste prove saranno preziose più tardi per reclamare i tuoi diritti.
- Non farti scoraggiare e conosci i tuoi diritti: le compagnie a volte offrono bonus/voucher per voli futuri al posto del rimborso in denaro – sappi che non sei obbligato ad accettare. Puoi pretendere la compensazione pecuniaria prevista per legge (se applicabile) anche dopo aver usufruito dell’assistenza. Inoltre, hai fino a 2 anni di tempo per presentare reclamo formale, quindi anche se sei in viaggio puoi raccogliere la documentazione con calma e procedere al rientro. L’importante è non rinunciare a priori: i tuoi diritti di passeggero sono sanciti dall’UE e non vanno in vacanza!
Conclusione – Il tuo risarcimento ti aspetta
Luglio 2025 passerà agli annali come un mese da dimenticare per chi ha volato. Ma se hai subìto uno di questi disservizi, non lasciare che al danno si aggiunga la beffa! Potresti avere diritto fino a 250, 400 o 600 euro a persona di compensazione, oltre al rimborso delle spese. Recupera tutte le prove della tua disavventura aerea e fai valere i tuoi diritti.
Scopri subito se il tuo volo rientra tra quelli indennizzabili: sul nostro sito RimborsoalVolo è possibile inserire i dati del volo e ottenere una verifica gratuita in pochi minuti. Ti assisteremo passo dopo passo, occupandoci di tutta la burocrazia al posto tuo. Il nostro intervento è senza rischi: paghi solo in caso di successo, a risarcimento ottenuto.
Non permettere che guasti improvvisi, notti insonni in aeroporto o giustificazioni creative delle compagnie aeree ti privino anche del risarcimento che ti spetta per legge. Attivati ora e trasformiamo insieme il tuo disagio in un rimborso concreto – perché viaggiare informati è il modo migliore per volare sereni, anche dopo un’estate di caos nei cieli.