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Nel 2025 il trasporto aereo italiano ha gestito 240 milioni di passeggeri, con una crescita del 4,7% rispetto al 2024. È il dato più alto mai registrato.
Ma dietro il record di traffico si è consumata una crisi operativa che ha inciso in modo diretto sull’esperienza di viaggio di milioni di persone.
Nel corso dell’anno si sono contate 19 giornate di sciopero nazionale, in media una ogni tre settimane.
Nel solo primo trimestre le cancellazioni riconducibili alle agitazioni hanno superato quota 470 voli.
Durante l’estate, quasi un volo su tre (31,5%) è arrivato in ritardo, un risultato peggiore rispetto alla media europea.
Sul fronte bagagli, le richieste di risarcimento sono cresciute del 140% rispetto all’estate 2024.
Il caso simbolo resta il ritardo record di 17 ore e 31 minuti su un volo Wizz Air Valencia–Roma, ma i dati mostrano chiaramente che non si è trattato di un’eccezione: è stato l’effetto visibile di un sistema che ha operato per mesi oltre la propria capacità reale.
I dati qui riportati derivano da elaborazioni su fonti istituzionali ENAC e Assaeroporti, integrate con il monitoraggio trimestrale di RimborsoalVolo e con le ricostruzioni della stampa nazionale e di settore.
I numeri di un sistema sotto pressione
Il 2025 ha segnato un punto di rottura per il trasporto aereo italiano.
L’aumento del traffico non è stato accompagnato da un adeguato rafforzamento delle infrastrutture, del personale e dei sistemi tecnologici. Il risultato è stato un accumulo di disservizi che ha colpito in modo sistemico voli, aeroporti e passeggeri.
Secondo ENAC, sei aeroporti italiani sono entrati ufficialmente in “crisi di crescita”: Bologna, Napoli, Bergamo, Venezia, Catania e Palermo. In alcuni casi i flussi hanno superato la capacità ottimale del 12–15%.
Nel primo trimestre dell’anno il 40% dei disagi è stato causato dagli scioperi, mentre la congestione aeroportuale e il maltempo hanno rappresentato un ulteriore fattore critico.
Eventi eccezionali hanno amplificato il quadro:
- il blackout radar del 28 giugno, che ha bloccato oltre 320 voli in due ore
- l’incendio alla sottostazione elettrica di Heathrow del 20 marzo, con 11.000 passeggeri italiani coinvolti
- il cyberattacco del 20 settembre ai sistemi di check-in europei
Nel frattempo, alcune compagnie hanno accumulato volumi di ritardi senza precedenti: Ryanair ha totalizzato 77.000 voli in ritardo nei primi cinque mesi dell’anno.
Il 2026 si apre con nuove pressioni: le Olimpiadi Milano–Cortina porteranno un aumento stimato del traffico aereo fino al 160% nel mese di febbraio, mettendo alla prova un sistema che nel 2025 ha già mostrato tutti i suoi limiti.
Cosa si intende per disagio aereo
Un disagio aereo è un disservizio che incide in modo sostanziale sul viaggio del passeggero, modificandone tempi, condizioni o itinerario.
Rientrano in questa categoria:
- ritardi superiori alle 3 ore
- cancellazioni del volo
- negato imbarco
- bagagli smarriti, danneggiati o consegnati in forte ritardo
Il riferimento normativo è il Regolamento UE 261/2004, che distingue tra disservizi imputabili alla compagnia (problemi organizzativi, gestione del personale, parte dei guasti tecnici) e circostanze eccezionali (maltempo estremo, instabilità geopolitica, scioperi esterni al vettore).
Nel primo trimestre 2025, l’analisi dei dati mostra una distribuzione chiara delle cause:
- 40% scioperi
- 30% congestione aeroportuale
- 25% condizioni meteorologiche
- 5% problemi tecnici degli aeromobili
Quali sono stati i principali disagi aerei nel 2025
Ritardi: da evento sporadico a condizione strutturale
Nel 2025 il ritardo non è stato un’eccezione, ma una condizione strutturale. La stampa specializzata, con Guidaviaggi in prima linea, ha rilevato che durante l’estate solo il 68,5% dei voli italiani è arrivato puntuale, contro una media europea del 72,4%. In pratica, quasi un volo su tre ha accumulato ritardi significativi.
All’interno di questo quadro spiccano episodi limite: il volo Wizz Air Valencia-Roma, documentato da Rimborso al Volo, arrivato con 17 ore e 31 minuti di ritardo nel mese di luglio, con passeggeri costretti a partire il giorno successivo. Ad agosto, il Ryanair Alghero-Bergamo ha accumulato 14 ore di attesa, decollando alle 00:45 anziché alle 13:15 come programmato.
Secondo il monitoraggio trimestrale, Ryanair ha totalizzato 77.000 voli in ritardo nei soli primi cinque mesi dell’anno, un volume che rende evidente la natura sistemica del problema.
Cancellazioni: l’impatto diretto degli scioperi
Quando il sistema si è fermato, lo ha fatto senza gradualità.
Il 10 luglio, uno sciopero nazionale di 24 ore ha portato alla cancellazione di 64 voli nei soli aeroporti di Milano (34 a Linate, 32 a Malpensa), coinvolgendo oltre 210.000 passeggeri in una giornata.
Nel primo trimestre, otto giornate di sciopero hanno causato circa 470 cancellazioni, lasciando a terra 65.000 passeggeri.
Travel No Stop ha calcolato che nel 2025 si è registrata una media di 1,5 giorni di sciopero al mese.
L’evento più grave dell’anno si è verificato però all’estero. First Online e Guidaviaggi hanno ricostruito come tra il 20 e il 21 marzo l’incendio alla sottostazione elettrica di Heathrow abbia provocato 1.350 cancellazioni complessive, di cui 56 voli diretti da e per l’Italia (principalmente su Fiumicino, Linate, Malpensa, Venezia, Bologna e Napoli), con 11.000 passeggeri italiani bloccati.
Bagagli: il disagio meno visibile, ma più diffuso
Nel 2025 il problema bagagli è esploso in modo silenzioso.
Le associazioni dei consumatori hanno registrato un aumento del 140% delle richieste di risarcimento rispetto all’estate precedente. I numeri che abbiamo raccolto internamente confermano questa tendenza e, per certi versi, la amplificano: le pratiche legate ai bagagli smarriti gestite da Rimborso al Volo sono aumentate dell’86,74% rispetto al 2024. Ma il dato che colpisce davvero è il confronto con il 2023: +212,54%. In tre anni, il fenomeno è più che triplicato.
A livello globale, nel sistema aereo sono stati 33,4 milioni i bagagli disguidati:
- 74% consegnati in ritardo
- 18% danneggiati
- 8% persi definitivamente
Un dato che riflette le difficoltà operative degli scali più congestionati e la riduzione dei margini di manovra nelle fasi di imbarco e sbarco.
Overbooking e negato imbarco
Con coefficienti di riempimento arrivati all’83,8% nei picchi estivi, molte compagnie hanno operato in overselling strutturale, soprattutto sulle rotte leisure e nei fine settimana.
Quando le rinunce previste non si sono verificate, il risultato è stato il negato imbarco per passeggeri regolarmente muniti di biglietto.
Nel 2025, questo fenomeno è diventato frequente soprattutto sui voli low-cost, generando tensioni ai gate e ritardi a catena.
Le cause strutturali del collasso
Alla base dei disagi del 2025 non ci sono state singole anomalie, ma criticità strutturali irrisolte.
ENAC ha certificato che sei aeroporti italiani sono entrati in “crisi di crescita”. Il presidente Pierluigi Di Palma ha parlato apertamente di flussi superiori alle previsioni e di una gestione sempre più complessa.
Secondo le analisi di settore, il sistema ha sofferto:
- una carenza cronica di personale, sfociata in 19 scioperi
- infrastrutture sottodimensionate rispetto al traffico reale
- vulnerabilità tecnologiche, emerse con il blackout radar del 28 giugno
- problemi di flotta, con fino a 40 aeromobili Wizz Air tenuti a terra per i difetti ai motori Pratt & Whitney degli A320neo
Gli eventi che hanno segnato l’anno 2025 per i disagi aerei
Il 28 giugno, alle 20:20, il Centro di Controllo d’Area di Milano ha perso il segnale radar. Il Fatto Quotidiano e Start Magazine hanno ricostruito nei dettagli come il guasto al sistema E-Net, gestito da TIM, abbia reso invisibili agli occhi dei controllori tutti gli aerei in volo sul Nord-Ovest italiano. Per due ore è stato applicato il cosiddetto “rateo zero”: nessun decollo, nessun atterraggio. Oltre 320 voli sono rimasti bloccati tra Milano, Bergamo, Torino e Genova. Il problema ha riguardato sia il collegamento principale che quello di riserva, evidenziando l’assenza di sistemi di backup affidabili.
Il 10 luglio si è verificato lo sciopero più devastante dell’anno. Sky TG24 ha documentato come la protesta nazionale di 24 ore abbia paralizzato il sistema: 64 voli cancellati solo a Milano (34 a Linate, 32 a Malpensa), con oltre 210.000 viaggiatori coinvolti. Lo sciopero ha visto la partecipazione simultanea del personale handling Assohandlers, Aviation Services a Venezia, autisti SEA a Milano, Swissport a Linate, Romeo Gestioni a Napoli e Sogaer Security a Cagliari.
Il 20-21 marzo, l’incendio alla sottostazione elettrica di Heathrow ha paralizzato il principale hub europeo per un’intera giornata. First Online e Guidaviaggi hanno documentato l’impatto devastante: 1.350 voli cancellati complessivamente, di cui 56 voli diretti da e per l’Italia, con 11.000 passeggeri italiani bloccati. Gli scali più colpiti sono stati Fiumicino, Milano Linate, Malpensa, Venezia, Bologna e Napoli.
Il 28 aprile, un blackout elettrico ha colpito Spagna e Portogallo, con effetti anche sul sud della Francia. Sky TG24 ha riportato come l’evento abbia causato cancellazioni e ritardi sui collegamenti da Roma Fiumicino: 4 voli cancellati per Lisbona e Barcellona, con ritardi a catena su altre destinazioni iberiche.
Il 20 settembre, The Flight Club e Il Fatto Quotidiano hanno analizzato il cyberattacco ransomware ai sistemi di Collins Aerospace che ha mandato in tilt i check-in automatizzati. Heathrow ha registrato oltre 100 partenze in ritardo, Bruxelles ha cancellato 10 voli, Berlino ha visto ritardi generalizzati, costringendo il personale a procedure manuali inadatte ai volumi di traffico.
Gli scioperi hanno costellato tutto l’anno: il 10 gennaio si è aperto con la prima protesta che ha cancellato 200 voli e coinvolto 30.000 passeggeri. Il 5 febbraio ITA Airways ha cancellato 26 voli. Il 24 febbraio EasyJet e Aeroitalia hanno fermato 120 voli. Il 6 settembre ha visto uno sciopero articolato con EasyJet ferma per 24 ore e Wizz Air per 4 ore. Il 28 novembre si è registrato l’ultimo grande sciopero generale nazionale dell’anno. In totale: 19 giornate di sciopero, una media di 1,5 al mese.
L’impatto complessivo su sistema e passeggeri
Nel mese di agosto, come certificato da Euroborsa, il traffico è cresciuto del 17,9%, travolgendo la capacità operativa degli scali. I ritardi estivi hanno accumulato 12.742.882 minuti complessivi, con una media di 3,9 minuti per volo. Ma il dato aggregato nasconde una realtà ben più complessa: durante i picchi di traffico, alcuni voli hanno accumulato ritardi superiori alle 10 ore, trasformando viaggi di poche ore in odissee di giorni interi.
I primi nove mesi del 2025 hanno visto transitare negli aeroporti italiani 180 milioni di passeggeri (+4,7% sul 2024), con il traffico internazionale che ha raggiunto 121 milioni di viaggiatori (+7,1%) mentre quello nazionale si è fermato a 56 milioni. Questa crescita asimmetrica ha messo sotto pressione soprattutto gli hub internazionali: Roma Fiumicino ha gestito 47,6 milioni di passeggeri nell’anno (+4,3%), Milano Malpensa 29 milioni (+9%) e Bergamo 15,6 milioni (-3% a causa dei lavori di ristrutturazione).
L’estate 2025 ha registrato numeri da record secondo ENIT: 27 milioni di passeggeri negli aeroporti italiani durante i mesi estivi (+18% sul 2024), di cui 18,9 milioni da voli internazionali e 8,1 milioni da voli domestici. Il sistema ha dovuto gestire 10,6 milioni di turisti soggiornanti (+4,6%) che hanno generato 10 miliardi di euro di prenotazioni alberghiere. Ma proprio quando la domanda toccava il picco, il sistema ha mostrato le sue crepe più profonde.
Guidaviaggi ha calcolato che i disservizi complessivi sono diminuiti del 5% rispetto al 2024, ma questo dato apparentemente positivo nasconde una distribuzione molto disomogenea: mentre ITA Airways ha registrato una sola cancellazione nell’intero anno, Ryanair ha rappresentato il 33,8% di tutte le segnalazioni di disservizi (in miglioramento dal 40% del 2024), Wizz Air l’11,7% ed EasyJet l’11,2%.
SiViaggia ha stilato la classifica della puntualità durante il periodo natalizio: Milano Linate si è confermato l’aeroporto più puntuale con solo l’1,34% di voli in forte ritardo, seguito da Napoli con l’1,86%. Le performance peggiori sono state registrate a Bergamo Orio al Serio (6,90% di ritardi gravi) e Milano Malpensa (5,07%), con percentuali nettamente superiori alla media nazionale.
L’impatto economico dei disagi è stato significativo ma difficile da quantificare completamente. Considerando che ogni passeggero coinvolto in ritardi superiori alle 3 ore ha diritto a compensazioni tra 250 e 600 euro, e che quasi un terzo dei voli estivi ha subito ritardi rilevanti, si stima che le compagnie aeree abbiano dovuto affrontare richieste di risarcimento per centinaia di milioni di euro. A questo vanno aggiunti i costi indiretti: pernottamenti non previsti, pasti, trasporti alternativi e, non ultimo, il danno reputazionale per un settore che vive di fiducia e affidabilità.
Cosa dicono i dati di Rimborso al Volo
I numeri che registriamo quotidianamente attraverso le richieste dei passeggeri raccontano la stessa storia, ma da una prospettiva diversa.
Nel 2025 le richieste di assistenza sono aumentate del 2,67% rispetto al 2024: un incremento contenuto rispetto alla crescita del traffico, che però si spiega con un dato preoccupante. Oltre il 30% dei passeggeri che avrebbero diritto a un risarcimento non completa mai la pratica. Aprono il ticket, verificano di avere diritto alla compensazione, ma poi non inviano la documentazione necessaria. In pratica, rinunciano a soldi che gli spettano per legge. È un fenomeno che osserviamo da anni, ma che nel 2025 ha assunto proporzioni significative: decine di migliaia di euro lasciati sul tavolo, spesso per semplice inerzia o per la convinzione errata che “tanto non ne vale la pena”.
La classifica delle compagnie aeree che hanno generato più richieste di risarcimento ai nostri sportelli rispecchia sostanzialmente i dati di settore, con alcune differenze interessanti:
- Ryanair: 30,42%
- Wizz Air: 12,50%
- EasyJet: 11,25%
- ITA Airways: 6,19%
- Neos: 3,11%
Ryanair resta il vettore con il maggior volume di disservizi segnalati, ma il dato va letto insieme al fatto che è anche la compagnia con più voli operati in Italia. La presenza di Neos in classifica, con il 3,11%, riflette invece la crescita del segmento charter e i problemi specifici dei voli vacanza, dove ritardi e cancellazioni hanno un impatto particolarmente frustrante per i passeggeri.
Delle pratiche gestite nel 2025, il 17% si è già concluso con il pagamento del risarcimento ai passeggeri. Un altro 23% è attualmente in corso: in attesa di risposta dalle compagnie o già in fase di giudizio. Il resto si divide tra casi ancora in istruttoria, pratiche archiviate per mancanza di requisiti e, appunto, quel 30% abbondante di richieste abbandonate prima di essere completate.
Scenario 2026: crescita e rischi
Per il 2026, secondo il Piano Industriale ENAV 2025-2029 analizzato da MarketScreener, sono attesi 245-255 milioni di passeggeri, con una crescita media del 2,5% annuo. ENIT ha già comunicato 4,4 milioni di prenotazioni aeroportuali per il primo trimestre 2026, con un incremento del 3,7%.
Le Olimpiadi Milano-Cortina rappresentano il primo grande stress test. Lo studio SEA presentato alla Torre Allianz e riportato da Quotidiano.net parla di 340.000 passeggeri aggiuntivi in 60 giorni, con aumenti fino al 450% a Linate e al 190% a Malpensa.
Gli investimenti annunciati indicano una direzione chiara: 570 milioni ENAV per la modernizzazione del controllo aereo, 9 miliardi su Fiumicino secondo il Corriere di Roma, interventi su Bergamo per 43 milioni riportati da Italia a Tavola, e 13,8 milioni per Trapani stanziati dalla Regione Sicilia.
Sul fronte compagnie, TTG Italia riporta che Wizz Air lancerà 14 nuove rotte dall’Italia, mentre Ryanair ha inaugurato la sua ventesima base a Trapani-Marsala con 200 milioni di investimenti e 23 rotte, promettendo ulteriori 4 miliardi se verrà abolita l’addizionale municipale.
Secondo le previsioni IATA riportate da Panorama, la carenza globale di aeromobili, i margini di profitto ridotti al 3,9% e i conflitti sindacali irrisolti potrebbero riprodurre nel 2026 dinamiche simili a quelle viste nel 2025.
Le previsioni di Rimborso al Volo per il 2026
Sulla base dei trend che osserviamo da anni e dei dati raccolti nel 2025, ci aspettiamo un 2026 complesso per i passeggeri italiani. Non si tratta di pessimismo, ma di realismo: le condizioni strutturali che hanno generato i disagi del 2025 non si risolvono in pochi mesi.
Richieste di risarcimento in crescita. Se nel 2025 l’aumento è stato del 2,67% a fronte di un traffico cresciuto del 4,7%, nel 2026 prevediamo un’accelerazione più marcata, nell’ordine del 5-8%. Il motivo è semplice: le Olimpiadi Milano-Cortina concentreranno in febbraio un volume di passeggeri senza precedenti su aeroporti che già nel 2025 operavano oltre capacità. Quando Linate gestirà il 450% del traffico abituale, i margini di errore si azzereranno.
Il problema bagagli non si fermerà. Questo è il dato su cui abbiamo meno dubbi. Il trend degli ultimi tre anni è inequivocabile: +212,54% dal 2023 al 2025. Anche ipotizzando un rallentamento della curva, ci aspettiamo un ulteriore aumento delle pratiche legate ai bagagli smarriti tra il 40% e il 60% nel 2026. La combinazione di scali congestionati, tempi di scalo ridotti e personale sotto organico continuerà a colpire soprattutto le valigie.
Febbraio sarà il mese critico. Le Olimpiadi invernali rappresentano uno stress test senza precedenti per il sistema lombardo. Milano Linate e Malpensa dovranno gestire 340.000 passeggeri aggiuntivi in due mesi, con picchi concentrati nei weekend delle gare. Ci aspettiamo che febbraio 2026 generi da solo un volume di richieste paragonabile a quello di un intero trimestre ordinario. Chi viaggia in quel periodo farebbe bene a documentare tutto con attenzione.
Possibili movimenti nella classifica dei vettori. Ryanair resterà probabilmente in testa per volume assoluto di disservizi segnalati, ma la sua quota potrebbe scendere ulteriormente se confermerà il trend di miglioramento visto nel 2025 (dal 40% al 30,42%). Wizz Air, al contrario, potrebbe salire: le 14 nuove rotte annunciate aumenteranno l’esposizione della compagnia, mentre i problemi ai motori Pratt & Whitney non sono ancora del tutto risolti. ITA Airways, se manterrà gli standard del 2025, potrebbe confermarsi come l’eccezione virtuosa del mercato italiano.
Il paradosso del mancato risarcimento continuerà. Questo è forse il dato che più ci preoccupa. Se nel 2025 oltre il 30% dei passeggeri ha rinunciato a completare pratiche per le quali aveva pieno diritto, non vediamo ragioni per cui questa percentuale debba diminuire nel 2026. Anzi: con l’aumento dei volumi, è probabile che molti viaggiatori si sentano ancora più scoraggiati di fronte alla prospettiva di “combattere” con le compagnie. Il nostro obiettivo per il 2026 è ridurre questa quota, rendendo il processo ancora più semplice e accompagnando i passeggeri passo dopo passo.
Queste previsioni si basano sull’assunto che non si verifichino eventi eccezionali paragonabili al blackout radar di giugno o all’incendio di Heathrow. Se il 2025 ci ha insegnato qualcosa, è che questi eventi “improbabili” tendono a verificarsi con una frequenza sempre maggiore. Il consiglio che diamo ai viaggiatori è sempre lo stesso: conservate carte d’imbarco, ricevute e comunicazioni. In caso di disagio, avrete tutto il necessario per far valere i vostri diritti.
Conclusione
Il 2025 ha mostrato con chiarezza che il trasporto aereo italiano è entrato in una fase critica: più passeggeri di quanti il sistema sia oggi in grado di gestire in modo affidabile.
I numeri parlano di una crisi sistemica che va oltre i singoli episodi. Con 19 scioperi nazionali, 470 voli cancellati nel solo primo trimestre e un tasso di ritardi del 31,5% in estate, il 2025 ha evidenziato come la crescita del traffico abbia raggiunto un punto di rottura. Il presidente ENAC Pierluigi Di Palma ha sintetizzato la situazione parlando di “crisi di crescita”, ma i dati suggeriscono qualcosa di più profondo: un sistema che ha esaurito i margini di elasticità operativa. Quando aeroporti come Bologna e Napoli operano stabilmente oltre il 12-15% della capacità ottimale, ogni piccolo imprevisto – dal maltempo a un guasto tecnico – si trasforma in un effetto domino che può propagarsi per giorni attraverso il network.
Per i passeggeri, il messaggio del 2025 è stato chiaro: il disagio aereo non è più l’eccezione ma parte integrante dell’esperienza di volo. Le compagnie hanno risposto con strategie diverse: ITA Airways ha mantenuto standard elevati con una sola cancellazione nell’anno, mentre Ryanair e Wizz Air hanno accumulato ritardi record, vittime anche di problemi strutturali come i difetti ai motori Pratt & Whitney. Ma al di là delle responsabilità individuali, è l’intero ecosistema aeroportuale italiano che necessita di un ripensamento profondo. Gli investimenti annunciati – dai 570 milioni ENAV ai 9 miliardi per Fiumicino – rappresentano un primo passo necessario ma non sufficiente se non accompagnati da una risoluzione dei conflitti lavorativi e da un coordinamento più efficace tra tutti gli attori del sistema.
C’è però un altro dato che emerge dalla nostra esperienza quotidiana, e che merita attenzione: troppi passeggeri rinunciano ai propri diritti. Oltre il 30% di chi avrebbe titolo per ottenere un risarcimento abbandona la pratica prima di completarla. È un paradosso: in un anno in cui i disagi hanno toccato livelli record, una parte significativa dei viaggiatori ha lasciato sul tavolo compensazioni che la legge europea garantisce loro.
Il 2026 sarà un anno di passaggio. Gli investimenti sono partiti, ma le fragilità strutturali restano. La capacità di trasformare una crisi di crescita in un vero consolidamento dipenderà da quanto rapidamente infrastrutture, tecnologia e organizzazione riusciranno a riallinearsi alla domanda
FAQ
Perché nel 2025 ci sono stati così tanti disagi aerei in Italia?
Nel 2025 il traffico aereo italiano ha raggiunto livelli record senza che il sistema aeroportuale fosse adeguatamente potenziato. Infrastrutture, personale e tecnologie hanno operato spesso oltre la capacità ottimale, soprattutto nei principali scali. A questo si sono aggiunti scioperi frequenti, congestione estiva, eventi tecnici e blackout di sistema, trasformando il disagio aereo da evento occasionale a problema strutturale.
Quando un ritardo o una cancellazione danno diritto al risarcimento?
Un passeggero può avere diritto a una compensazione economica quando il volo arriva con oltre 3 ore di ritardo, viene cancellato senza adeguato preavviso oppure si verifica un negato imbarco non volontario, purché la causa sia imputabile alla compagnia aerea. La normativa europea prevede risarcimenti compresi tra 250 e 600 euro in base alla distanza del volo.
È possibile verificare gratuitamente se il proprio volo rientra nei casi risarcibili tramite il servizio di verifica di Rimborso al Volo.
Gli scioperi danno sempre diritto al rimborso del volo?
No, non tutti gli scioperi danno automaticamente diritto al risarcimento. Se lo sciopero riguarda il personale interno della compagnia aerea, come piloti o assistenti di volo, il disservizio può essere risarcibile. Se invece coinvolge soggetti esterni, come il controllo del traffico aereo o il personale aeroportuale, può rientrare tra le circostanze eccezionali escluse dalla compensazione. Ogni caso va valutato singolarmente.
Cosa fare subito in caso di disagio aereo per non perdere il risarcimento?
In caso di ritardo, cancellazione o problemi con i bagagli è fondamentale conservare la carta d’imbarco, la conferma di prenotazione e tutte le comunicazioni ricevute dalla compagnia. È utile fotografare i tabelloni informativi e conservare scontrini e ricevute per eventuali spese extra. Molti passeggeri rinunciano al risarcimento per mancanza di documentazione o informazioni corrette.


