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Bagagli spariti? Facciamogliela pagare

Perdere il bagaglio imbarcato in aereo è uno degli incubi ricorrenti di qualsiasi viaggiatore. Iniziare una vacanza senza vestiti di ricambio, medicine o altri beni di prima necessità, purtroppo capita tutt’altro che raramente. Solo il Dipartimento dei trasporti degli Usa ha contati 400mila colli dispersi in un anno. 

Una volta superata la sorpresa di fronte al rullo trasportatore vuoto, è importante andare subito a compilare il Pir (Property Irregularity Report), il documento con cui si denuncia che il bagaglio non è arrivato, allo sportello Lost and found. Bisogna riempirlo immediatamente, prima di uscire dalla dogana. Altrimenti si rischia la decadenza delle condizioni per presentare la domanda.

Bagagli smarriti

Le spese vanno provate

Fino a qualche anno fa, nel caso in cui il viaggiatore fosse rimasto senza valigia, alcune compagnie disponevano di kit con beni essenziali per l’igiene personale oppure fornivano al malcapitato degli assegni per effettuare degli acquisti con lo stesso scopo. Oggi, a differenza del passato, le compagnie tendono a non dare più dei voucher per affrontare le prime ore della trasferta senza troppo stress. Preferiscono piuttosto rimborsare il viaggiatore sulla base degli acquisti effettuati a seguito dello smarrimento. 

Il massimo risarcimento è stabilito in diritti speciali di prelievo (dsp) pari a circa 1.100 euro. Se la compagnia non rispondesse o si rifiutasse di rimborsare le spese, si può procedere per vie legali, con la consapevolezza che il giudice valuterà la giustificazione delle spese necessarie, escludendo quelle ritenute superflue. Per intenderci, la biancheria intima può essere considerata un bene essenziale, ma se viene comprata in un negozio di lusso, con cifre astronomiche, sarà più difficile ottenere un rimborso completo. 

In alcuni casi, i giudici riconoscono un rimborso forfettario anche in assenza di un resoconto spese, ma appunto sono scelte a discrezione del magistrato. Secondo i legali di Rimborsoalvolo.it, c’è una prassi delle compagnie che decidono di risolvere il contenzioso in via stragiudiziale: solitamente riconoscono 50 euro per ogni giorno di ritardo, a prescindere da eventuali spese. 

Chiaramente, tra le valutazioni per decidere l’entità del rimborso c’è anche il punto del viaggio in cui capita il fattaccio. Se il trolley viene smarrito al ritorno, nell’aeroporto della città di residenza, difficilmente la compagnia o il giudice accorderanno spese di emergenza, poco giustificabili al contrario di quelle sostenute da chi si trova dall’altra parte del mondo senza ricambio per una o due settimane. 

Se il bagaglio, invece, non viene riconsegnato entro 21 giorni dall’atterraggio è da considerarsi ufficialmente disperso. Anche in questo caso il massimale con cui risarcire il malcapitato è pari a circa 1.100 euro, ma a decidere il reale rimborso è il giudice o la compagnia quando prova a evitare il giudizio. Difficilmente viene risarcito il massimo teorico. E purtroppo non vi è modo di provare la presenza di oggetti di gran valore dentro la valigia, dopo lo smarrimento, a meno che in fase di imbarco non si dichiari al check-in di trasportare oggetti di particolare pregio. La pratica costa attorno ai 50 euro e innalza il massimale di rimborso (in alcuni casi lo raddoppia, in altri lo porta anche a 4-5mila euro).

Massimale unico

Un particolare da tenere bene a mente, per i più sfortunati, è che la convenzione di Montreal che regola il risarcimento in questi casi, fa riferimento al singolo passeggero e non al singolo bagaglio: vuol dire che se lo stesso passeggero imbarca due bagagli ed entrambi vengono smarriti, il massimale del risarcimento rimane lo stesso di quanto previsto per chi ne smarrisce uno solo. Diversa la situazione del capofamiglia che compra il biglietto per tutti: in quel caso vale comunque il numero di passeggeri. 

A volte, comunque, non basta ricevere il bagaglio dalla stiva per andare via soddisfatti. Può capitare, infatti, che questo esca danneggiato dal rullo trasportatore. In questi casi, bisogna denunciare immediatamente l’accaduto. Purtroppo, un risarcimento di questo tipo nella prassi di Rimborsoalvolo.it è molto difficile. Questo perché anche facendo delle fotografie per provarlo, sia la compagnia aerea che l’eventuale giudice possono sollevare dubbi sulla corrispondenza delle fotografie col bagaglio realmente imbarcato oppure questionare sul fatto che lo stesso si sia rovinato durante il volo e non prima o dopo.

Dopo aver subito il danno proviamo a evitare almeno la beffa

  • Infortuni in volo - Se l’imperizia del personale di volo causa un danno alla salute del passeggero, questo ha diritto a chiedere un risarcimento, che sarà quantificato dal giudice in caso di contenzioso. Necessaria in questo caso una perizia medico-legale.
  • Se salta il colloquio - Nei casi in cui un volo cancellato o in ritardo vanifica la ragione per cui è stato comprato il biglietto, come un concerto o un colloquio di lavoro, il viaggiatore può ottenere il rimborso delle spese: prenotazione hotel, volo e biglietto dell’evento.
  • Le attese interminabili - Le compagnie che ritardano la partenza per cause attribuibili alla loro responsabilità sono tenute a risarcire il passeggero con importi a partire da 250 euro fino a 600, dai 180 minuti in poi. Ma che si stia aspettando la partenza da 3 ore o da 20 il risarcimento rimane lo stesso. Per qualsiasi reclamo, bisogna presentare la carta d’imbarco. Attenzione se la stessa è stata fatta via app: alcune compagnie la rimuovono dall’applicazione dopo alcuni giorni.
  • Valigie fantasma - Dopo 21 giorni dalla mancata consegna, un bagaglio viene formalmente considerato disperso, e si ha diritto a un rimborso forfettario che arriva al massimo a circa 1.100 euro. Per massimali maggiori, bisogna pagare un extra al check in.
  • Restare a terra - La compagnia può rifiutarsi di rimborsare il volo annullato solo in caso di calamità, di scioperi o attentati. Altrimenti deve restituire i soldi del biglietto o sostituirlo e risarcire in base alla distanza da percorrere.

Articolo tratto da Il Test Salvagente | Agosto 2016

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